Motivazione del premio Diego Valeri

Voglio qui ricordare, a nome della giuria, l’emozione che ci fece vibrare la sera che dai “treni di carta” del VII premio Diego Valeri scese all’improvviso, per dirla con Anna Maria Farabbi, il “passeggero scintillante” Umberto Simone con L’isola delle voci tra le mani… La voce riconoscibile di un poeta penetrava dentro di noi con semplicità e con forza.

Simone ha assimilato miti e storia, fiabe e leggende, e li ha bruciati in una lacca tersa, solo sua. La breve silloge offre un’ampia varietà di situazioni e di invenzioni, segno della mobilità e della capacità di presa di questo poeta, che ha saputo ascoltare i bisbigli che provenivano dai luoghi e dal suo stesso sangue e farne musica. Luoghi reali e della mente, corsi dall’uomo e dagli elementi, ritratti con mano ferma e occhio amante dell’attimo. Come nella baudelairiana Una ragazza o in Meravigliosità o in Vagabondi a Smirne o nella struggente Ninnananna del lungo dolore.

E così stringeremo per sempre quel vetro azzurro della collana e ad ogni fruscio smetteremo di pregare, afferreremo la sacca con dentro il coltello del pane… immagini di una poesia, della poesia stessa che è strada fatica frontiera scialle con le rose stella della sera.

 

La Giuria del VII Premio Diego Valeri