UN ORDINE DEL VEGLIO

UN ORDINE DEL VEGLIO

Un ordine del Veglio della Montagna, sussurrato appena,

e il giovane Assassino scosta la zanzariera

e sorridendo accetta quel pugnale che, desto, brilla come

una selce del Delta al calo della piena. Poi, paese

 

lo dà a paese, regno a regno; a ogni stazione

trova ostesse materne e cambio di cavalli;

con jeans immacolati pur senza guado passa, con stivali

lucidi pur senza sentiero viene;

 

pur senza fretta, sciolto, dinoccolato, arriva;

fra quercia e quercia appare ai taglialegna dell’ultimo bosco 

lungo l’ultimo ponte incrocia il carro dei comici  e il cieco

fermo all’ultimo bivio ne sente i tacchi sopra i rovi secchi.

 

Cremisi d’occidente strapiomba per la valle addosso al campo.

Qualcosa sta accadendo, ma la segale è alta e lo nasconde.